PRIVACY

NEI LUOGHI DI LAVORO

Le Regole

La privacy nei luoghi di lavoro è l’insieme di norme che regolano i punti di incontro tra la libertà del datore di lavoro di verificare il buon andamento dell’azienda e il diritto del lavoratore / collaboratore / professionista / fornitore etc… a vedere tutelata la propria riservatezza.

Ciascun lavoratore / collaboratore / professionista / fornitore etc… ha infatti la facoltà di limitare la diffusione in azienda delle informazioni che lo riguardano (dettagli sulla sua vita privata, informazioni relative al suo stato di salute, dati riguardanti il suo credo politico o religioso).

D’altra parte, però, il datore di lavoro ha necessariamente accesso a una parte dei dati personali dei dipendenti, collaboratori, professionisti in collaborazione, fornitori etc… e deve acquisirli e trattarli nel modo corretto.

Il rispetto della privacy nei luoghi di lavoro impone che i dati forniti al titolare del trattamento (ad esempio il datore di lavoro) siano solo quelli strettamente necessari allo svolgimento dell’attività professionale e dichiarati nell’informativa condivisa all’inizio del rapporto.

I più comuni sono generalità, dati demografici e dati fiscali, utili alla registrazione, alla sua rintracciabilità e al riconoscimento del compenso per l’attività lavorativa.

acquisizione dati dal datore di lavoro

conservazione dati

I principi da rispettare sono quindi sempre quelli di necessità, di sicurezza, di proporzionalità, di finalità e di trasparenza.

Ogni altra acquisizione e detenzione di informazioni personali da parte del datore di lavoro è considerata illecita.

La sorveglianza dei dipendenti nei luoghi di lavoro
La registrazione con telecamere è consentita nei luoghi di lavoro solo per esigenze ben specifiche (ad esempio per la tutela della sicurezza dei lavoratori e per la tutela del patrimonio aziendale, come avviene nei magazzini e nei depositi) e solo previa informativa.

L’informativa deve essere presentata prima dell’installazione delle telecamere, e non solo prima della loro messa in funzione.

Questa norma vuole coinvolgere anche l’utilizzo di telecamere “finte”, montate a scopo dissuasivo ma che non registrano immagini.

Per non violare la privacy dei luoghi di lavoro, le immagini così acquisite sono utilizzabili:

  • Per finalità ben precise, ad esempio qualora si abbia un dubbio o un sospetto legittimi su qualcosa accaduto in azienda
  • Previa informazione del lavoratore
  • Per la sola durata necessaria a raggiungere la finalità dichiarata

Privacy degli strumenti di lavoro

Computer, telefono o auto aziendali sono mezzi forniti dall’impresa, e quindi (tranne in caso di diverso accordo) inutilizzabili per scopi privati. Questi dispositivi sono passibili di controllo da parte del datore di lavoro, ma sempre per finalità e durata specificate e condivise con il lavoratore. In altre parole, è vietato:

L’auto in comodato d’uso aziendale può essere dotata di un dispositivo GPS (in alcuni casi è necessario all’organizzazione del lavoro in tempo reale, ad esempio per sapere quale operatore è più vicino a una richiesta in entrata), che deve prevedere possibilità di disattivazione.

In questo caso, il lavoratore ha facoltà di disattivare il dispositivo di localizzazione al di fuori dell’orario di lavoro.

Privacy nei luoghi di lavoro: i social network

Una questione a lungo dibattuta è la legittimità o meno, da parte di un’azienda, della raccolta di informazioni personali di un lavoratore tramite i suoi canali social.

Questa pratica è vietata tranne in alcuni casi:

Le leggi in materia di privacy nei luoghi di lavoro sono molte e in continuo aggiornamento, e alcune sono pensate ad hoc per realtà con caratteristiche particolari.

Se vuoi essere sicuro di rispettare tutte le norme e di seguire le procedure più adatte per la tua azienda contattaci: i nostri esperti privacy sono a tua disposizione per una consulenza personalizzata!

Richiedi Informazioni

Compila il modulo qui sotto, uno nostro incaricato si metterà in contatto con te